BENVENUTI NEL MONDO DELLE PAROLE



Benvenuti!
Questo è il posto dove le parole
vivono, crescono, regnano.
Ogniuna di esse ha una storia da raccontare
e cento da ascoltare.
Libera, anche tu, le tue
e fa che, unendosi alle mie, possano tracciare
la storia di una nuova amicizia.






il suonatore J



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DI ANCHE TU NO ALLA PEDOFILIA

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giovedì 31 maggio 2007

Metotha e Oettham: Il passato ritorna









Strani scherzi fa il destino….. quando tu pensi di aver dimenticato…. ecco che ritorna …a rinnovare il tuo dolore




IL PASSATO RITORNA




Metotha fece accomodare il nuovo arrivato su di uno sgabello vicino il tavolo al centro della stanza, senza proferire parola gli porse un bicchiere di vino e si diresse verso la finestra. Stette lì muto a guardare oltre la finestra il paese che fino ad ora li aveva ospitati.
Il nuovo arrivato non tentò di distogliere Metotha dai suoi pensieri, era lì fermo in attesa che l’altro gli rivolgesse parola.
Tutto intorno taceva, solo si udiva nella stanza la voce di Oettham che mentre si lavava cantava una di quelle canzonacce da osteria.
Ad un tratto Metotha si girò e chiamò suo fratello, che repentino chiese cosa fosse successo.
“Vieni fratello! Non domandare! Ma vieni!”
Il tono di queste parole non era imperioso ma triste come se dovesse annunciare una cattiva novella.
Oettham si presentò nella camera dove erano il fratello e l’uomo, e come notò quella nuova presenza cambiò repentinamente di umore.
“Cosa ci fai qui?! Come hai saputo trovarci!? Chi ti manda?!”
L’uomo posò il bicchiere sul tavolo, si alzò e si sfilò la cappa che fino ad ora aveva coperto la divisa di guardia reale della contea, si avvicinò a Metotha e disse: “ Amici miei, la contea sta passando un brutto periodo, …….” “COSA CI VIENI A RACCONTARE! PENSI CHE CI POSSA ANCORA INTERESSARE DI QUESTA STUPIDA CONTEA?!”
Metotha si avvicinò al fratello e poggiando una mano sulla sua spalla fece cenno al soldato di continuare.
“ Tre settimane fa, il giorno del compleanno del re, mentre tutti erano intenti per i preparativi siamo stati attaccati….Tutto e stato distrutto…persino la cattedrale è stata data alle fiamme…. Della popolazione solo in pochi sono riusciti a salvarsi, tra cui il nostro amato re….” “Sicuramente sarà scappato lasciando tutti nei casini come ha fatto con noi?” Disse Oettham.
“Fratello taci!” disse Metotha “ Sentiamo cosa ci racconta il capo delle guardie, non credo che quel pusillanime di un re si sia scomodato a mandare l’uomo incaricato a salvaguardare la sua inutile vita, per raccontarci solamente di un semplice attacco al castello” e rivolgendosi all’uomo in tono di scherno disse” E quale condottiero si è degnato di distruggervi?”.
L’uomo si guardò in giro, come per prendere coraggio, poi quasi sussurrando disse “Omisha”
I fratelli sbiancarono, si guardarono l’un l’altro per capire se quello che aveva sentito l’uno fosse lo stesso dell’altro, poi Oettham ributto sulla poltrona vicino al camino e mise la sua testa fra le mani, Metotha invece indietreggiò fino ad appoggiarsi al muro per poi sedersi in terra mentre con lo sguardo fissava l’uomo, ma stavolta non era uno sberleffo l’uomo leggeva negli occhi di Metotha la confusione,il terrore, il dolore.
Passarono attimi interminabili e tutti gli uomini presenti in quella stanza non proferirono parola, non mutavano la propria posizione, per uno spettatore quella scena poteva essere come un quadro, tutto era immobile.
D’un tratto Metotha si alzò e rivolgendosi all’uomo disse ”Come è possibile ciò? Quella notte Omisha è stato sconfitto! Ed ora come mai…. Chi è costui che si spaccia per un fantasma?”
“Amico mio! Non era un ciarlatano, era lui….. Ho visto i suoi occhi, ho riconosciuto la sua voce, era lui! E’ tornato ed è più forte di prima… non chiedermi come…. Ma era lui!”
“Il sovrano mi ha mandato a voi per chiedere il vostro aiuto….”
“MAI!” urlò Oettham “NON GLI E’ BASTATO CIO’ CHE CI HA FATTO?! Non gli è bastato quello che mi ha fatto perdere?! MAI! Torna dal tuo sovrano…..” “Aspetta amico mio” disse l’uomo” Non solo il re chiede di voi ma anche Kristhell” “Quella donna!” lo interruppe Metotha” cosa vuole ancora quella donna da me…da noi? Non ha quell’omuncolo che la protegge? Quel vile che non ha mai saputo affrontarmi palesemente, ci ha sempre colpito nel buio della notte….” L’uomo interruppe le parole di Metotha e disse” Porcius , il vigliacco come lo chiami tu, è scappato non appena ha scorto le prime avvisaglie della battaglia, i figli di Kristhell sono stati rapiti…da Omisha” “No! Quelle due anime dolci no! Perché?” “ Amici cosa volete fare allora?” disse l’uomo” Cosa devo dire al sovrano? Ci aiuterete?” Oettham stava repentinamente per rispondere quando fù fermato dal fratello che disse “Passa la notte qui, e lasciaci riflettere. Il tuo signore non merita il nostro aiuto, e sua figlia, quella donna infida, non merita di essere ascoltata da noi. Ma quei piccoli, quelle creature…. Rimani con noi stanotte e domani saprai la nostra decisione”.






By il suonatore J


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