BENVENUTI NEL MONDO DELLE PAROLE



Benvenuti!
Questo è il posto dove le parole
vivono, crescono, regnano.
Ogniuna di esse ha una storia da raccontare
e cento da ascoltare.
Libera, anche tu, le tue
e fa che, unendosi alle mie, possano tracciare
la storia di una nuova amicizia.






il suonatore J



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DI ANCHE TU NO ALLA PEDOFILIA

DI ANCHE TU NO ALLA PEDOFILIA

giovedì 26 luglio 2007

Bambini scomparsi _ Di Mamma ce n'è una sola


ALPARONE GIULIANA
Età 27
Luogo: Napoli
Data: 18 settembre 2002
Tipologia della vittima: 1 figlio di 6 mesi, Vincenzo Lampugnano
Modalità di esecuzione: defenestrazione
La ragazza, che vive con i genitori, approfitta di una loro temporanea assenza da casa per tentare il suicidio. Alcuni testimoni dichiarano di averla vista sporgersi dalla finestra come se volesse gettarsi nel vuoto e di aver poi desisitito da tale proposito. Subito dopo, avrebbe buttato di sotto il piccolo, che è morto sul colpo nell’impotenza generale di coloro che hanno assistito alla scena.
Fidanzata, sofferente di crisi depressive, si consegna spontaneamente agli agenti del commissariato Arenella per essere condotta nel carcere di Pozzuoli.
ANGIULLI APOLLONIA
Età 39 anni
Luogo Ostia (Roma)
Data 1988-1991
Tipologia della vittima: 3 figli di 1 anno, 5 anni e 8 mesi
Modalità d’esecuzione: annegamento
(serial killer)
I primi due figli muoiono nella vasca da bagno e tutto lascia supporre che si tratti di una disgrazia. Il 9 marzo 1991, anche il terzo figlio - di 8 mesi - muore nelle medesime circostanze e la donna tenta il suicidio ingerendo una forte dose di barbiturici, ma si salva e vieneincriminata.
Indagini più approfondite mettono in luce continui contrasti e tensioni tra l’Angiulli e il marito, in cui l’uccisione dei figli ha rappresentato un espediente per attirare l’attenzione dell’uomo su di sé.
BARBATO ELISA
Età 34 anni
Luogo Imola (Bologna)
Data 17 maggio 2002
Tipologia della vittima: 1 figlia di 7 anni
Modalità di esecuzione: lesioni da fendente
Movente: problemi psichiatrici
Omicidio/suicidio
Madre e figlia sono sole in casa quando improvvisamente la donna afferra un coltello da cucina e si scaglia contro la figlia, colpendola ripetutamente fino a quando non dà più segni di vita. Dalle indagini emerge che Elisa Barbato soffriva di problemi psichiatrici ed era seguita da anni dal servizio di igiene mentale.
BATIN VIORICA
Età 37 anni
Luogo Lido delle Nazioni (Ferrara)
Data 1 agosto 2001
Professione: bracciante
Tipologia della vittima: 1 neonato
Modalità d’esecuzione: soffocamento
Donna rumena giunta in Italia da pochi giorni per lavorare come bracciante stagionale. In Romania ha lasciato sei figli e un settimo lo porta stretto in grembo per nascondere la sua gravidanza (pena la perdita del lavoro). Partorisce di nascosto e seppellisce vivo il neonato. Più tardi, prima che una violenta emorragia la costringa a chiedere aiuto, dissotterra il cadavere. Lo lava, lo avvolge in una coperta o lo posa sul letto.
BOLNER SARA
Età 44 anni
Luogo: Mezzolombardo (Trento)
Data: 29 maggio 2007
Tipologia della vittima: Marialisa 6 anni
Modalità d’esecuzione: accoltellamento
Risulterebbe che la signora già soffrisse di disturbi psichici. A dare l’allarme è stata lastessa Sara Bolner che ha telefonato al marito urlando “Torna a casa, la bambina sta male”. L’episodio tragico è successo dopo che la bambina stava per essere accompagnata a scuola dalla stessa.
BONITO CECILIA
Età 40 anni
Luogo: Troia (Foggia)
Data: 1 febbraio 2001
Tipologia della vittima: 1 neonata
Modalità d’esecuzione: soffocamento
Il presunto infanticidio è stato scoperto grazie ad una segnalazione dei medici della Maternità, in seguito al ricovero della donna per emorragia. I carabinieri, dopo aver cercato invano all’interno di tutti i cassonetti del paese, si sono recati a casa della donna dove hanno trovato, sotto al letto, un sacchetto di plastica con il cadavere della piccola. Il 17 febbraio la madre della bambina e la nonna, Filomena Molinaro 67 anni, vengono arrestate per omicidio volontario. Secondo l’accusa, Cecilia Bonito avrebbe partorito in casa con l’aiuto della madre. La neonata sarebbe stata rinchiusa subito dopo il parto nel sacchetto di plastica.Successivamente la nonna avrebbe ripulito gli indumenti e la stanza, nascondendo il sacchetto sotto il letto.
BROSIO EMANUELA
Età 36 anni
Luogo Torino
Data 23 gennaio 2005
Stato civile: coniugata
Tipologia della vittima: 1 figlia di 4 mesi sopravvissuta
Modalità d’esecuzione: lesioni da fendente
Movente: depressione post-partum
Tentato omicidio/suicidio
La donna, alla sua prima gravidanza e sofferente di depressione post-partum, colpisce più volte al torace la figlia che si trova nella culla e poi con lo stesso coltello si toglie la vita. La piccola si salva perché la lama non raggiunge il cuore.
C.T.
Età 38 anni
Luogo Siracusa
Data 29 gennaio 2000
Stato civile coniugata
Tipologià della vittima 1 figlia di 1 mese
Modalità d’esecuzione asfissia
Otto anni prima, la primogenita della donna muore in circostanze analoghe. Nel 2000, l’altra figlia arriva in ospedale accompagnata dalla madre, ma per lei non ci sono più speranze. Il 7 dicembre i carabinieri notificano alla madre un’ordinanza di custodia cautelare. Dall’autopsia -ordinata dal magistrato di sorveglianza - emerge che la bambina è morta per asfissia.

Queste sono solo alcune delle tragedie, che abbiamo estrapolato dal libro “Madri che uccidono” scritto da Vincenzo M. Mastronardi e Matteo Villanova - Edito da Newton Compton Editori.
Tante, anzi tantissime sono le storie dove, le madri uccidono i loro figli…
Molte di queste madri, avevano chiesto aiuto, avevano lanciato segnali, che nessuno ha voluto ascoltare…
Molte di queste donne, sono riuscite a nascondere la gravidanza, per 9 mesi, abitando assieme ai propri famigliari, ciechi, muti e sordi ?
TUTTE le donne in questione, per concepire il figlio, avevano avuto ovviamente un rapporto sessuale con l’altra parte, che madre natura ha deciso come indispensabile per concepire un bambino, ma “l’altra parte” non si è accorta di nulla …
Molte di queste donne, “sono state aiutate” dalle loro stesse madri, le future nonne…
Molte di queste donne soffrivano di disturbi psichici, quindi donne non in grado di accudire un figlio…
Ma nessuno vede, nessuno ascolta, nessuno parla, forse pensando “Non sono affari miei…”
Molte delle persone che hanno ruotato attorno a queste tragedie si sono giustificate dicendo: “Non mi sono accorto/a di nulla…”
Riportiamo ciò che afferma spesso la nostra Ambasciatrice, Dott.ssa Maria Rosa Dominici:
“Anche, qui, il sociale è inesistente, non vi è nessuno, e forse se ci fosse “si farebbe i fatti suoi “, ormai prevale l’individualismo egoistico, scambiato ipocritamente per riservatezza, rispetto della privacy, di fatto è una mancanza di assunzione di responsabilità nei confronti di minori o di persone deboli in stato di necessità.”
Guardiamola bene la foto che è stata scelta per quest’ articolo, e pensiamo tutti quanti, che magari alcuni di questi bimbi, potevano essere salvati….
Nelle differenti specie animali l’uccisione della prole è un gesto numericamente meno evidente rispetto a quanto non si riscontri nella specie umana…
Chi l’ha detto che l’uomo è evoluto ? Chi l’ha detto che è superiore a qualsiasi “animale” ? Gli animali lottano, per procurarsi il cibo, proteggono i loro cuccioli, a volte, (come mostriamo nella foto qui a fianco), vi sono cani che allattano cuccioli di tigre… Noi invece se vediamo “cuccioli umani” fermi ai semafori, molte volte ci giriamo in là…

Impariamo ad aiutare i nostri cuccioli, indipendentemente.
Impariamo a tirare fuori quella forza pulita, che ognuno di noi ha dentro al proprio cuore, soffocata, da chi ci dice, che tanto non cambierà mai nulla…
E tutte le volte che vediamo un bambino in difficoltà, non giriamoci dall’altra parte, perchè ci fa male, pensiamo sempre, se quel bimbo fosse il mio…
Grazie.
COMITATO TROVIAMO I BAMBINI

quest'articolo e tratto dal sito Bambini Scomparsi



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